Quello che doveva essere. Recensire “Gli ultimi Jedi”: solo fra anni potremo farlo

Sono uscito dal cinema poche ore fa. Non ho avuto bisogno di rifletterci troppo prima di buttar giù questo post e vi spiegherò perché. Due anni fa fui spettatore di un film al limite delle proprie possibilità, di una pellicola che non si era presa alcun rischio, lasciando il lavoro sporco a Rogue One. Così -ripeto, così- doveva essere e per questo Il risveglio della Forza rimane a mia detta un buon film Star Wars. Ma Gli ultimi Jedi doveva rischiare almeno la metà dell’eccellente Rogue One ergendosi però ben oltre l’Episodio VII. Lo ha fatto?

Gli Ultimi Jedi - Recensione

Da abbastanza tempo ho smesso di scrivere con regolarità: mi sono arreso al gigante e moderno web 2.0. Penso sia inutile che tutti battano nero su bianco il proprio parere per la bramosia di farsi leggere. È inutile predicare. Si ha di meglio da fare, come tornare a quando i pareri erano per gli amici e per la propria dolce metà. Ma uscito dal cinema quest’oggi sono stato preso da una sensazione che non mi colpiva da tempo.

Forse non sono più dell’età giusta per vedere uno Star Wars. Guerre Stellari va visto davanti alla televisione, stando seduti sul pavimento, mentre i tuoi genitori di raccontano di quando andarono a vederlo ai tempi loro. Solo così esso diverrà mitologia e i suoi personaggi leggenda nel tuo cuore. Guerre Stellari va rivisto al cinema sotto forma di spin off che corteggia i nostalgici ma ha la scusa del rischio per cambiare e non portarsi dietro un’eredità così pesante, una legacy nata in quarant’anni di fantasie fra i cuscini dei suoi fan. L’eredità è il nocciolo di questa terza trilogia. Solo ora l’ho capito.

Un film non può nascere classico. Le pellicole possono diventare cult solo dopo un processo di maturazione, la fermentazione che l’immaginazione dei fan produce. Al massimo un film può essere predisposto o meno a diventare classico. Il risveglio della Forza non lo era. Rogue One lo è stato. E Gli ultimi Jedi?

Mi tradirei se dessi una risposta. Dovremo porci questa domanda quando saremo davanti alla televisione per far vedere gli Ultimi Jedi ai nostri figli. Per mostrare loro un film che parla di coraggio, di amicizia e ricerca dell’equilibrio. Un film che mostra sequenze magistrali di “meta-Star Wars” e che come Kylo Ren ha paura del proprio passato ma come Rey lo rispetta e tenta di portarne avanti i fasti.

J.J. Abrams ha ora una rampa di lancio eccellente per l’Episodio IX. Rian Johnson, regista e autore di questo episodio, ha messo le basi per qualcosa di… ecco, no, non posso usare un aggettivo. L’opera non è finita e solo fra qualche anno potremo veramente valutarla. Perché Gli ultimi Jedi è come doveva essere: non serve gridare al capolavoro perché a mio parere non lo è. Oggettivamente non è un film che può fare scuola. Ha tanto e offre tanto senza far casini. Potevano fare meglio, sicuramente ognuno di noi avrebbe aggiunto qualcosa, accontentando Tizio e facendo imbronciare Sempronio.

“Così come sapeva che per il creatore della saga (George Lucas, NdR) i suoi film erano molto personali e non si era seduto pensando cosa avrebbe voluto il pubblico. Per cui (Rian Johnson, NdR) non ha voluto scrivere Gli ultimi Jedi pensando a cosa avrebbero voluto i fan, perché non avrebbe funzionato” – Fantascienza.com, citando Rian Johnson.

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Star Wars è mitologia e deve essere avvincente. Inutile sindacare sui difetti. La verità è che il mito del film “patinato” è crollato. Questa pellicola imbroglia gli spettatori e il futuro del franchise, tornando nel passato per riscrivere le proprie fondamenta. Tante sono le cose da ricordare con un sorriso, ancor di più quelle da sognare. L’epicità non manca ma il suo gusto si distacca dalla solita brodaglia canonica del recente cinema block buster. Il piatto non è esotico come Rogue One eppure si spera non finisca mai.

Per Kylo Ren, “mezzo buono” e “mezzo cattivo” sono state poste le basi di quello che potrà diventare uno dei migliori personaggi di sempre in Star Wars. Di certo è il più riuscito degli ultimi due film (ma solo se consideriamo per l’appunto Gli Ultimi Jedi).

Si fa in fretta a dare il giudizio tecnico sui difetti. C’è chi avrebbe fatto spremere di più le meningi* agli sceneggiatori per dare più spessore, in ordine crescente di piattezza, a Snoke, Rey, Finn, alla città casinò, alle creature (troppo cartoonistiche). Si potrebbero scrivere fiumi di parole sulla inespressività di alcuni attori. C’è chi avrebbe immaginato un finale diverso.

Io stesso potrei farlo. Però non è il caso. Gli ultimi Jedi è esattamente il film che mi aspettavo e per questo sono contento.

Ben tornato, Star Wars.


*(nota di merito invece per Poe, Oscar Isaac)

 

 

di Capo (Francesco G.)

Informatico scientifico, indie publisher e geek. Sempre alla ricerca di mondi e mitologie lontane, sia del passato che del futuro. Autore dell'epico e apprezzato romanzo Homeron Etark. Nel tempo libero, player veterano di SWTOR, del quale è autore della più longeva guida italiana.

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