Groove o Windows Media Player? Chi vincerà su Windows 10, non lo so! [Ma WMP usa meno RAM…]

Con Windows 10 è arrivato anche Groove, il riproduttore musicale sul solco e sembianze del ben più fortunato iTunes della mela rosicchiata. Groove è di default il riproduttore audio e musicale su Windows 10, quindi per forza bruta vuole rubare il posto al decennale Windows Media Player, confinandolo alla sola riproduzione video. Ma potrà il dominio del vecchio WMP finire così facilmente?

Come ho raccontato in questo mio altro articolo, le mie prime impressioni con Windows 10 sono state contrastanti: nuova interfaccia pulita e sobria, ma poco personalizzabile; velocità e prestazioni da record, ma ancora parecchia instabilità problemi con alcuni drivers.

Groove vs Windows Media PlayerGroove non fa la differenza. Infatti appena me lo sono visto come default, ho subito dovuto cambiare tutte le impostazioni predefinite: tutti i formati video erano passati all’inguardabile “Film e TV”. Come può un nerd usare un programma che si chiama in questo modo per aprire i formati .mkv, .mov? Quindi la battaglia Film e TV vs Windows Media Player era già decisa e vinta in partenza. (da VLC Media Player ;)

Con Groove la questione è un po’ più complicata. Avendo anche un buon vecchio iMac, ho la possibilità di apprezzare iTunes nella sua forma originale. Windows Media Player accompagna la mia avventura sui pc da oltre dieci anni, l’ho visto crescere, anzi siamo cresciuti insieme, ma se devo dirla tutta ha sempre avuto i suoi lati oscuri (problemi di sincronizzazione delle playlist, e problemi di riproduzione di alcuni formati video). Però di un amico si perdonano i difetti.

Groove presenta un’interfaccia minimalista, come tutto Windows 10. Interfaccia bella, ma putroppo personalizzabile zero. I gusti dei designer del sistema operativo che è destinato a diventare il più utilizzato al mondo devono essere imposti anche a tutti gli utenti? Impostando lo sfondo come “scuro” diventa guardabile, altrimenti è davvero troppo minimalista e senza contorni ben definiti tra le sezioni. Inoltre copia di peso la grafica di iTunes per il pulsante “riproduzione casuale”.

Però Groove è veloce e snello come Windows 10, e soprattutto nuovo. Quindi, scegliere quale dei due continuerò ad usare è per me impossibile. Sicuramente Windows Media Player rimane più adatto per compiti extra, come la masterizzazione su cd. Per fortuna tra i due c’è rispetto reciproco: le playlist sono comuni ad entrambe. Anzi, penso sia questa la causa di questo articolo. Perché se aprendo Groove non mi fossi trovato davanti le mie playlist di sempre… la questione non si sarebbe posta.

Update: Groove mi convince sempre meno, infatti sto tornando su WMP. Consuma più memoria, anche se nel mio sistema questo non è un problema, però in più ha problemi a riconoscere le track che non sono nel hard disk (SSD nel mio caso) principale, e chiede di caricarle su OneDrive. Per queste ristrettezze l’ago della bilancia va a favore di Windows Media Player…

windows media player consuma meno memoria di groove

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