Cosa mi aspetto da BioWare e Star Wars The Old Republic nel 2019

Un tempo c’erano Star Wars Galaxies e World of Warcraft. Il bi-polio del mercato e di genere continuò per molti anni. È intorno al 2010, anno più anno meno, che Internet ha visto sbocciare numerosi cloni di questi due grandi capostipiti. Nella seconda decade, davvero, non siamo più riusciti a contarli. Così abbiamo avuto RIFT, Tera, AION, il coraggioso Age of Conan, o ancora il famoso Guild Wars (I e II), Star Trek Online… tanti cloni, alcuni molto belli altri un po’ meno, e un erede… (di Star Wars Galaxies, morto nel 2011, si intende). Star Wars: The Old Republic. Un gioco di una manifattura stupenda, tanto premiato dalla critica quanto snobbato dalla nuova gestione commerciale del franchise Star Wars – da tener presente che è stato rimosso anche dal sito ufficiale STAR WARS. Ora si è arrivati a un punto dove continua a balenare negli incubi dei veterani un possibile accantonamento.

Mai visto un wallpaper così poco curato. Per cortesia. BioWare, hai licenziato l’art director?

Provocazioni a parte, la domanda ora è, se da un lato WoW mantiene la propria lista utenze attive ben sopra il milione di giocatori (5.7 nel 2017), sarà SWTOR in grado di arrivare ai dieci anni di attività? (siamo a 7, con, si pensa, sui 100 mila giocatori di media). Nel mondo contemporaneo del videogaming non è una cosa così scontata arrivare a 7 anni di vita, neppure se qualche anno fa si manteneva il terzo posto nella classifica dei MMORPG più redditizi al mondo. Ma basterà?

Dopo le figuracce fatte con il reboot della serie Battlefront (ricordo che i primi due capitoli, usciti nei primi anni del 2000 e nel 2006, sono un cult tra i fan), io penso EA – la casa produttrice e distributor- debba tenersi stretta quel poco di community che rimane intorno a Star Wars nel gaming, a quel poco di reputazione che ancora resta a BioWare -i creatori del gioco- da giocarsi. Non penso arriverà a breve un nuovo Republic Commando, o un Battlefront apprezzato da pubblico e critica. Per EA, SWTOR deve essere una risorsa e il suo bacino di utenti non deve esser perso. Cosa vuol dire?

Non far sì che il 2019 sia una ripetizione del 2018.

In Star Wars The Old Republic, il 2018 è stato l’anno della stagnazione, e il mondo di gioco non ne reggerebbe due di seguito: ancora un altro anno così, e il dissanguamento nel bacino utenti sarebbe fatale, definitivo.

BioWare ha fatto massimi sforzi con le ultime due espansioni, brevemente Fallen Empire e Eternal Throne. Ma nel 2019 il mondo del gaming non è davvero più lo stesso del 2011, anno d’uscita. I veterani fedeli al gioco sono sempre meno, i nuovi altrettanto: perché giocare a un MMORPG vecchio sette anni? E i veterani che hanno fatto una pausa, perché dovrebbero tornare?

Premettendo che proprio nel 2019 ho riattivato il mio abbonamento – interrotto per mancato tempo da dedicargli, sia chiaro – c’è una lista di cose che secondo me BioWare dovrebbe tenere in assoluta considerazione, per non dover chiudere SWTOR dopo 8 anni anni di divertimento e gloria, in ordine di importanza:

  • (Quasi impossibile da realizzare con lo studio attuale, lo so): alleggerimento del motore grafico. La grafica di SWTOR è bella, invoglia al gioco, se siamo sui dettagli massimi. Ma persino la mia GTX970 fatica a tenere il passo con tutti i settaggi in ultra, quando si è in ventiquattro contro un boss.
  • Una storia classica Star Wars scritta come sono state scritte lo SWTOR originale e Shadow of Revan (dicasi coi ‘controcazzi’).
  • Pubblicità, community management, branding e social non da spazzatura: attualmente chi hanno assoldato come social media manager di SWTOR? Di certo non uno del mestiere. Davvero, bastano cinque minuti per fare un bel poster con uno screenshot in alta definizione. E un centone per pagare un artista di una scuola d’arte che ti faccia un disegno digitale attraente ed evocativo. Se SWTOR non saprà rendersi attraente – anche con l’inganno, come fanno tutti – nel 2019 non potrà raccogliere nuovi utenti. Ciò che importa è l’aspetto esteriore, non la bontà del gioco (ed EA dovrebbe saperlo bene… :P ). BioWare, fai due blog post a settimana e su Instagram carica screenshot decenti. Inoltre, rinnova il launcher e commissiona concept art decenti. Come facevi una volta (magari con tette e culi più in vista).
  • … per rimarcare il punto di cui sopra, commissiona un artista (o uno studente di scuola d’arte, basta e avanza) che ti faccia nuovi poster per la schermata di loading e concept art per il sito e il launcher. Ad esempio, al schermata d’avvio di adesso è imbarazzante, davvero non curata, un disegno proprio ‘fatto male’.
  • Se ormai le idee per nuovi personaggi non giocanti sono finite, riutilizza i vecchi: quelli dell’ultima story arc sono davvero pessimi (eccezion fatta per i vecchi, appunto. Cfr. Nadia Grell)

Romance in SWTOR

  • Quality of life e contorno al gioco rinnovati con caratteristiche adatte al 2019: qualsiasi cosa inutile ti venga in mente, BioWare. I giocatori casual le amano. Divani e letti ‘mountabili’, giochi di carte, da tavolo (in game e fuori), uno shop ufficiale…
  • Almeno due nuovi eventi.

  • Maggiore cura e dinamismo nei nuovi mondi. Ho trovato un boss che stava fermo come un modellino appena uscito da un programma di grafica. Nessuna animazione fuorché la standard (guardava a destra e sinistra). Basta poco: se è un insetto, fallo scorrazzare di qua e di là, fallo saltare, quello che vuoi. Ma un nemico statico che ti fissa e aspetta che arrivi è davvero il peggio del peggio.

Devo dire di aver scritto questo post a posteriori, difatti EA ha annunciato che (in soldoni) pagherà BioWare per qualche lavoretto extra, finalmente, e che il 2019 sarà ‘il miglior anno per Star Wars The Old Republic’. Io non ci credo, ma lo spero vivamente. Di certo, il ritorno annunciato di Darth Malgus è un primo passo, ma non basta a convincere.

Intanto, si continua a giocare! (quando si può). Queste settimane tutti su Ossus!

Gaming, SWTOR ,

Informazioni su Capo (Francesco G.)

Informatico scientifico, indie publisher e geek. Sempre alla ricerca di mondi e mitologie lontane, sia del passato che del futuro. Autore dell'epico e apprezzato romanzo Homeron Etark. Nel tempo libero, player veterano di SWTOR, del quale è autore della più longeva guida italiana.

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