L’Ascesa di Skywalker: recensione dell’ultimo e emozionante Star Wars che vedremo

J.J. Abrams tira le fila, come fan e regista, alla saga iniziata 42 anni fa da George Lucas. Con Star Wars: l’Ascesa di Skywalker (The Rise of Skywalker in originale, NdA) tutte le storie aperte dagli otto film precedenti vengono spiegate e chiuse, tutti gli intrecci si sgrovigliano e terminano in quello che per me è uno dei climax più epici e coinvolgenti del cinema di fantascienza e fantasy in generale.

Star Wars IX - Locandina

Colpi di scena, azione mozzafiato e tanto cuore in una pellicola molto lunga e intensa, davvero diversa dall’Episodio VIII (Star Wars: Gli Ultimi Jedi). Star Wars 9 sembra un diretto successore de Il Risveglio della Forza, ma proprio perché ne prende l’epicità condendola con tutti gli ingredienti che hanno reso grande l’Episodio VIII, il rapporto tra Rey e Kylo Ren (anche noto come Ben Solo).

L’Ascesa di Skywalker prende il meglio di entrambi i film precedenti e sviluppa il concetto di Forza sbocciato con Gli Ultimi Jedi. Però non lo fa alla Rian Johnson, ma alla J.J. Abrams. E ciò è bellissimo ed emozionante, anche se magari meno sconvolgente.

Questo ultimo episodio mette in chiaro che la storia che abbiamo amato si ferma qui, e che dobbiamo dire addio a tutti i personaggi che sempre abbiamo sostenuto o odiato. Finalmente, poi, entra nel dettaglio di alcuni aspetti più “universali” della mitologia di George Lucas, cosa che i precedenti due film non erano stati in grado di fare.

Star Wars è la storia di tre generazioni, è una storia familiare, che ha tanto da insegnare. Star Wars è un film per ragazzi e per adulti, Star Wars è l’avventura spaziale per antonomasia.

Come pellicola, dal punto di vista tecnico, l’Ascesa di Skywalker non è niente di più che un blockbuster ben curato, non è ai livelli artistici dei film di Goerge Lucas (i prequel) e neppure così indimenticabile o pionieristico come l’Impero colpisce ancora o Gli Ultimi Jedi ma ciò che importa è che il suo screenplay chiude Star Wars e lo fa con il botto.

J.J. Abrams non è un amante del rischio, e infatti in questo film non rischia. Piuttosto, qui oltre al solito fan service graditissimo, è un regista calcolatore: tutto è messo a punto e pensato affinché meno persone possibile escano scontente dal cinema. Personalmente apprezzo chi ha più coraggio e se ne frega dei troll e degli hater, ma forse era giusto che questo Star Wars fosse così.

Unica pecca è appunto questo non osare: forse ci sarebbe stato anche qualcosa di più. Ci sono dei cameo molto interessanti ma talmente ben celati che solo un fan hardcore riesce a riconoscere. In sala io ho visto tanti bambini che avrebbero apprezzato, secondo me, l’apparizione di qualche eroe visto nei cartoon.

Alla fine comunque, quando il sipario si alzerà e le luci si accenderanno un’ultima volta, rimarrà la nostalgia, ma anche il piacere di averlo visto e il desiderio di rivederlo ancora e ancora, e di vedere il cofanetto degli ultimi tre episodi al fianco degli originali, immortali film di George Lucas.

Ci saranno sicuramente nuovi film ambientati nell’universo di Star Wars, in futuro, ma non penso che avranno a che fare con l’epoca e le generazioni trattate in questa indimenticabile saga. Saranno molto diversi, anche come reattività nei confronti del boicottaggio subito da troll, hater ed estremisti di destra sui film (incapaci di fermarsi a “che brutto film, non guarderò gli altri”, ma arrivati ad azioni di sabotaggio vero e proprio, vigliacco e insolente).

Il giudizio: promosso, da vedere. E che la Forza sia con noi.


8/10


Pubblicato da Capo (Francesco G.)

Informatico scientifico, indie publisher e geek. Sempre alla ricerca di mondi e mitologie lontane, sia del passato che del futuro. Autore dell'epico e apprezzato romanzo Homeron Etark. Nel tempo libero, player veterano di SWTOR, del quale è autore della più longeva guida italiana.

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