SWTOR / KOTOR: immersione. Star Wars secondo BioWare #2

Eccoci al secondo appuntamento con il raid nel parco giochi Star Wars. Siamo ancora a parlare dei videogames basati sul brand della Galassia lontana lontana, nello specifico quelli made in BioWare.

star wars the old republic community italiana

Detto tutto quello che dovevo dire nel precedente articolo, trattiamo il successo di The Old Republic e ancora prima, del cult Knights of The Old Republic.

Prendendo come presupposti una struttura di gioco all’altezza delle migliori produzioni, ergo mettendo da parte gamplay, grafica, tecnica e suono…cosa rimane di un videogioco? L’immersione e il senso di coinvolgimento che provoca nel giocatore. Quella cosa che mi impedisce di lasciare il videogioco sulla mensola dopo averlo comprato, o di buttarlo dalla finestra. Detta meglio, l’immersione è quella sensazione che ti fa sentire nei panni del personaggio o te lo fa sentire come una tua propria creazione della quale vai fiero.

I giochi di ruolo sono creati appositamente per definire personaggi (quasi) unici: i videogiochi dei ragazzi di BioWare non sono da meno e anzi, aiutati da story line che solo loro sanno intrecciare e raccontare così bene, sono quelli migliori, imho. Trame profonde, intrecciate, ma soprattutto realistiche e solide, basate su un background ricamato ad hoc intorno al gioco.

Non stupisce quindi che il pilastro fondamentale di SWTOR, come lo era per KOTOR, siano le trame che offre, sul background di Star Wars. Rispetto al secondo, il primo può sfruttare le ultime tecnologie del momento (SkyWalker Sound…) ed una produzione hollywoodiana, dato che al lancio si parlava di oltre 100 milioni $ di budget.

Le quest che ti fanno immergere, innamorare e coinvolgere sono tantissime, centinaia se non migliaia e sono tutte sparse nella galassia. Il problema è che vanno trovate. SWTOR permette e anzi incoraggia, a lasciare un pianeta appena finita la story line. Intere aree di Alderaan e Tatooine (ma solo per fare un esempio, vale per TUTTI i pianeti) rimangono vuote di giocatori nonostante contengano decine di quest. Fate le bonus series! : )

KOTOR non te ne faceva perdere manco una. SWTOR? Capisco che la concorrenza di WoW, FFO, DDO e Guild Wars sia spietata, ma controbattere con valanghe di items nel Cartel Market non porta a nulla. Le story line hanno portato a SWTOR il record di magggior numero di iscrizioni al lancio, ben 2 milioni. Il gameplay le ha dimezzate. Non per il fatto che sia debole ma perchè il gameplay, in qualunque videogame, prima o poi annoia, e allora si cambia gioco. Le emozioni vissute invece restano. Offrirne di straordinarie è una cosa degna di lode. Continuare ad offrirne è il solco tra il dimenticatoio/sunset e il pantheon dei cult per BioWare/montagna di soldi per EA.

Seguendo questo ragionamento, BioWare lancia tra pochi giorni Galactic Strongholds, per dare manforte alle storyline nella battaglia per conquistare il senso di immersione più alto possibile. L’housing è possesso, e il giocatore vuole quello, non gli basta sapere che il personaggio è suo, vuole vivere come se fosse il personaggio stesso.

Il prossimo e ultimo appuntamento parleremo dei più bei riusciti riferimenti tra SWTOR e KOTOR!

di Francesco "Capo" G.

Informatico e geek blogger. La mia grande passione è l’indie publishing, un “secondo lavoro” che interpreto tramite scrittura creativa e digital art. Sono sempre alla ricerca di mondi e mitologie lontane, sia del passato che del futuro. Autore del romanzo "Homeron Etark" inserito nel selezionato Kerberos dei Gladiatori della Penna e 3/3 su Mangialibri.com. Guardo The Big Bang Theory e Star Wars, leggo Asimov e Tolkien. Nel tempo libero player veterano di SWTOR.

Leggi il mio libro Homeron Etark

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