Sfogliare riviste di videogiochi 7 anni dopo. Cosa abbiamo passato?

Rivista storica di videogiochi

Scrivendo qualche pagina per il Libro Secondo di Homeron Etark, mi sono ricordato di trascurare un po’ troppo Caponerd.it. Quindi eccomi qui! Di che parlare? Spostando la sedia e chinandomi di lato ho trovato la soluzione: infilati in un cassetto ho trovato una ventina di numeri della mitica rivista Giochi per il Mio Computer. Quante avventure passate dopo aver letto le preziose indicazioni di Quedex, Paolo Paglianti, Alberto “Pape” Falchi… quanti ricordi. Tempo di spolverare le riviste, aprire i cassetti della memoria e sorridere. Iniziamo.

Con il malloppo in mano, ciò che salta all’occhio è che la presa non è omogenea. Pende di lato, perché? La risposta arriva subito: le riviste in alto sono più sottili, leggere e strette, il formato è ridotto. Ed ecco la prima lacrimuccia.

Sfogliando la prima delle nuove riviste, si trovano facilmente pagine che ne parlano di tale compromesso al ribasso. Sono gli stessi autori a farlo: formato della rivista più piccolo = meno spese di stampa. Inoltre da un paio di numeri era scomparsa la scritta in copertina “la rivista di videogiochi per pc più venduta d’Italia”. Posso comprendere. Giochi per il Mio Computer era scritta veramente bene, troppo bene per piacere ad un pubblico nativo digitale abituato a leggere la quantità di lettere delle tagline… e non di più. Però io non sono qui a parlare della crisi editoriale, quindi rendiamo i dovuti onori a GMC e passiamo oltre. Parliamo di videogiochi.

Per farlo partiamo ovviamente dal fondo, quella più lontana nel tempo nel malloppo che ho selezionato per questo articolo. Numero 144, Luglio 2008.  Copertina di Alone in the Dark. Copertina graficamente bellissima, come tutte quelle di Giochi per il Mio Computer. Tra i giochi recensiti, oltre ad Alone in the Dark (che fece successo per grafica e sonoro eccezionali, almeno per allora) troviamo anche Turok, LEGO Indiana Jones e giochini minori come Iron Man. La MARVEL iniziava a spianare la strada per i suoi kolossal, ma ancora ci stava prendendo la mano…

Sempre in quel numero ecco qualche anteprima esclusiva: da Project Origin (FEAR 3 lo avremmo chiamato qualche tempo dopo) a Call of Duty World at War. Tempi di quando ancora i CoD si potevano contare con una mano sola… e il motion capture applicato ai videogiochi faceva scrivere pagine e pagine di approfondimenti ai geek del settore.

Sfogliamo fino alla sezione dedicata all’hardware, di Quedex e Pepe. Era il tempo di Windows Vista, poiché 7 ancora non c’era. Troviamo le schede video di allora più potenti del pianeta: le 98000GX2. Pepe scrive del “PC come piattaforma”. Quanto è cambiato da quelle righe? Oggi Steam è al suo massimo splendore, allora si parlava del declino del pc ma a dirla tutta i nostri Quad Core, i nostri Radeon e GTX hanno visto passare 3 generazioni di console e sono ancora qui… l’online e il web hanno ridato linfa vitale al gioco su PC. Per vederlo morire dovremo attendere ancora…

Sempre nella sezione hardware si accenna agli Eeebook di Asus, i portatili piccini. Quelli sì che sono morti, scomparsi qualche anno fa sotto il peso dei tablet e degli smartphone.

Continuo a sfogliare pagine e pagine… chiudo la prima rivista, passo a quella dopo. Numero 145, Agosto 2008. Subito salta all’occhio un personaggio che riconosco in copertina… o meglio un’armatura atomica… esclusiva! Leggo. Anteprima a Fallout 3. Numero succoso… c’è anche la recensione di Mass Effect! Due gioconi come pochi, dal mio punto di vista soprattutto il secondo.

Ma quanto fece scalpore l’omosessualità femminile permessa come scelta nelle romance? BioWare stava rompendo il giaccio, stava spianando la strada per i suoi eccellenti prodotti che hanno seguito il primo fantastico Mass Effect. Che design… e che grafica…

Nelle recensioni trovo anche Age of Conan, indicato come l’ennesimo sfidante al trono di World of Warcraft. Con il senno di poi, possiamo dire che di MMORPG ne sono passati sotto i ponti… ma WoW continua a procurare a Blizzard un miliardo di dollari all’anno. No, AoC non ha scalfito il trono del signore incontrastato degli MMO. Nota: Age of Conan aveva una grafica stratosferica per quel tempo, ma ora è invecchiata (che piacere vedere quanto questo non varrà -quasi- mai per SWTOR).

Arrivo alle ultime pagine. Tempo dei… DEMO! Tempo di sfilare il cd dalla rivista, infilarlo nel pc e provare per 10 minuti i primi livelli del gioco. Cinque anni dopo i demo sono davvero divenuti cosa rara… chi li usa più? Si utilizzano le beta, oppure i modelli free to play ibridi. Demo di Devil May Cry 4 e altri giochini di minor successo.

Salto un po’ di numeri, che non ho, per arrivare al 150, di Natale 2008/2009. Che bello, ecco uno dei pochi videogiochi che ho veramente apprezzato nella mia vita. Lucidi e in posa, il Principe e la bella Elika si dividono la copertina. Mi ricordo che appena comprai quel numero di Natale non resistetti alla tentazione e corsi a vedere che voto GMC avesse dato al nuovo, rivoluzionario, contro corrente Prince of Persia. Un bel nove, più articolo dedicato sull’intelligenza artificiale dietro Elika. Cosa non da poco un articolo dedicato extra alla recensione.

Cos’aveva quel gioco di così particolare, oltre alla bellissima grafica? Il particolare è anche il motivo per cui ha fallito sul mercato: niente violenza. Non muore nessuno in Prince of Persia “2008”, neppure il protagonista se il giocatore tenta di buttarlo giù da un burrone.

O meglio, ciò che ha fatto spopolare Prince of Persia tra la critica ma non nel pubblico fu l’assenza di contenuti violenti insieme a una storia d’amore volutamente non approfondita. Fallout 3 spopolava, Mass Effect era già uscito da mesi, ma in Prince of Persia non vediamo né un bacio né una goccia di sangue… comprensibile, dati gli istinti del pubblico, che non abbia avuto il successo sperato da Ubisoft Montreal. Cito i sunti di GMC: “gli ambienti hanno un respiro più ampio che in passato”, “Elika è una silenziosa e garbata dea della vita”, “uno dei giochi più belli che possiate vedere”. Posso dire di esser stato quasi sempre in sintonia con i giudizi di Giochi per il Mio Computer, e in questo caso… veramente tanto.

Se Prince of Persia fosse uscito oggi, avrebbe avuto la stessa reazione del pubblico? Forse qualche dollaro d’incasso in più lo avrebbe collezionato, grazie al pubblico femminile in crescita. Ma io penso che no violenza + no sesso = no successo. Mass Effect aveva entrambe ed ha fatto successo, Fallout aveva la violenza ed ha sfondato al botteghino. Entrambi sono gioconi come Prince of Persia a suo tempo. Prince of Persia era un gioco curato e ben fatto, ma non comprensibile da un pubblico che si eccita se e solo se vede scintillare l’armatura di Master Chief, o intravede Liara senza veli baciare una Shepard donna…non bisogna poi generalizzare, di certo non tutti son così!

Ok, passiamo oltre. Due pagine dopo e… incredibile, proprio un numero di Natale: ecco la recensione di GTA IV! Non è casuale che sia dopo quella di Prince of Persia, essendo le recensioni poste in ordine di “gradimento” e rilevanza. GTA IV dopo Prince of Persia… Probabilmente uno dei motivi per cui il pubblico giovane si è disinteressato a riviste serie…

Comunque, un vero numero di Natale. Come se non bastasse, dopo GTA IV -che fece scalpore e successo tanto quanto ha fatto il V poco tempo fa- arriva l’ultimo episodio di Tomb Raider (Underworld) prima del recente e ottimo reboot. Quanto era diversa Lara Croft dalla ragazza a cui Crystal Dynamics ci ha felicemente abituati oggigiorno!

Sfoglio velocemente le ultime pagine, e scorgo la recensione dell’ennesima espansione di NeverWinter Nights 2… allora andava ancora molto, adesso non proprio… con Elder Scrolls, Dragon Age e The Witcher non è rimasto molto spazio per altri giochi di ruolo blockbuster.

Passando alla sezione classifiche, notiamo che: #1 negli sparatutto è l’ovvio Crysis (considerato da GMC lo sparatutto per PC migliore di tutti i tempi) #1 nei simulatori di calcio troviamo Pro Evolution Soccer 2009. Ah… l’eterna lotta tra PES e FIFA. Non sono un fan del settore. Qualcuno sa come è andata a finire? Come si dividono il mercato oggi?

Nella strategia, il #1 è Medieval: Total War. E qui troviamo una vera roccia, perché la serie Total War troneggia ancora oggi negli RTS/gestionali di guerra. Ecco quindi il turno dei giochi di avventura (#1 Prince of Persia) MMORPG (#1… Wow. Ma dai?) e di ruolo (The Witcher).

Facciamo un bel salto in avanti, numero 160, siamo nel 2009. Brivido, perché sfogliando leggo Star Wars… torno indietro e cosa mi trovo nelle anteprime? STAR WARS: THE OLD REPUBLIC. GMC lo aveva anticipato nel numero precedente… e già l’hype era altissimo. Che bello vedere quanto SWTOR sia cresciuto… che “grafica semplice” si diceva… nel frattempo tutti gli altri MMORPG sono invecchiati (anche ESO avrà questo destino) mentre SWTOR non soffre per la grafica, essendo cartoonata e molto caratteristica. Nell’anteprima si sottolineano alcuni elmenti di SWTOR: unire il single player con il multi, offrire una galassia fedele a Star Wars e dall’ampio respiro… cito l’ultima frase: “Dovremo pagare una quota mensile per giocarci? Se la qualità è ai livelli di KOTOR o Mass Effect, non escludiamo che possa andarci benissimo”.

Ancora infatti non si sapeva se sarebbe stato a canone o meno… quante volte ho letto quelle due pagine? Quanto avidamente ho consumato quegli screenshots con lo sguardo? Sono passati 3 anni e ancora ci gioco quindi sì, GMC ci aveva beccato e BioWare ha mantenuto le promesse. Bella la frase descrittiva dei Trooper “i soldati della Repubblica sapranno farsi valere, anche senza i poteri della Forza”.

Saltiamo un po’ di numeri e vediamo l’hardware che andava in quegli anni. Gli smartphone iniziavano a prendere seriamente piede, sul mercato arrivavano i primi SSD economici ed era giunto il turno dei Core i7 e le Radeon di serie 5000. Potentissime! Inoltre iniziavano a comparire i primi interessati a Nvidia 3D Vision e AMD HD3D.

Il 3D, possiamo dirlo, è una strada chiusa. Oddio, io ho un monitor 3D. Ma se potessi tornare indietro farei una scelta diversa, infatti non lo uso quasi mai. Il motivo è… beh non c’è un motivo. Giocare in 3D è bello ma alla lunga scomodo (configurare il gioco). Inoltre è affaticante per gli occhi. Oggi la strada alternativa è quella della realtà aumentata (Oculus Rift e le HoloLens Microsoft). Ricordiamoci infatti che Windows 10 è il primo sistema operativo a non esser stato pensato per il mouse ma per la realtà aumentata. Poi c’è il fatto che ancora le HoloLens sono ancora un prototipo, ma se i programmatori vogliono, le API per realizzare applicazioni a realtà aumentata sono già disponibili… avrà successo? Ora non posso certo prevederlo.

Passo le riviste successive con un po’ di fretta, ma i contenuti sono tanti: da Call of Juarez: Bound in Blood (multiplayer fantastico… uno dei pochissimi giochi ambientati nel Far West), Mass Effect 2, i vari tentativi di riportare Gothic in auge…e Skyrim. Che è il motivo per cui i giochi RPG a sfondo medievale/fantasy storico si sono ridotti drasticamente. Quanto successo fece Skyrim? Tanto, tanto tanto. Tutto fu epico nel marketing di quel gioco, sin dalla scelta della data d’uscita (11-11-11). Chi non ha mai ascoltato The Dragonborn Comes di Malukah?

Il numero con la recensione di Skyrim (del 2011) è già uno di quelli con il formato ristretto per risparmiare carta e inchiostro… segno che la fine (di Giochi per il Mio Computer e di questo articolo) è vicina.

Tirando le fila, possiamo dire che è cambiato tanto… e nulla. No, non sto scimmiottando lo spot della mela rosicchiata. Penso sia vero!

I giochi del 2008 erano violenti, i giochi di oggi sono violenti. I giochi del 2008 erano attesi dal pubblico per nuova e stratosferica grafica, così come lo sono quelli di oggi. In pratica, quello dei videogames è un flusso continuo con qualche milestone di tanto in tanto. Arriva Mass Effect e porta le romance come tratto distintivo del gioco di ruolo adulto. Arriva Skyrim, e fa capire che con i fan giusti e una solida base di utenza (anche esperta) un gioco può andare avanti con molta meno fatica per lo sviluppatore. Arriva Call of Duty numero enne e fa capire che i soldi portano avanti il mondo dei videogiochi proprio come quello del cinema o… ogni cosa.

Però oggi c’è un web molto più attivo e ampio, c’è il mobile, ci sono molte più possibilità. Molti sviluppatori indipendenti hanno possibilità che nel 2008 potevano solo sognarsi. Gli strumenti gratuiti e creativi di oggi sono quelli professionali di quegli anni. Con Unity, Unreal Engine, Blender… con tutti questi strumenti messi insieme non è difficile realizzare un videogioco spendendo veramente poco o nulla. Però forse erano tempi di meno vaghe illusioni e specchi per le allodole per tanti giovani.

Se questo sia un bene un male, se questa sarà la strada che ci troveremo a percorrere… non spetta a me dirlo. O meglio, non ancora.

Lo diremo tra qualche anno.

di Capo (Francesco G.)

Informatico scientifico, indie publisher e geek. Sempre alla ricerca di mondi e mitologie lontane, sia del passato che del futuro. Autore dell'epico e apprezzato romanzo Homeron Etark. Nel tempo libero, player veterano di SWTOR, del quale è autore della più longeva guida italiana.

Leggi il mio libro Homeron Etark

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