Quanto dura un buon pc? (Esperienza personale)

Ho scritto tanti articoli sull’hardware. Adoro smanettare coi pc e mi sono sempre assemblato da solo le mie macchine da gioco e home computing. Quando un amico mi chiede consigli sull’acquisto di un pc, il messaggio che cerco di trasmettergli è questo: ogni euro che spendi ne vale due, dopo due anni di utilizzo. Ossia: un buon pc dura nel tempo, un buon pc non ti delude e soprattutto ti fa risparmiare in manutenzione a lungo termine. E la manutenzione costa, dato che il mercato dell’hardware è sempre in evoluzione!

Quanto dura un buon pc

Dopo ben tre anni di utilizzo, ancora il mio pc non mi ha mai tradito. Forse per gli utenti più “casual” tre anni possono sembrare un tempo spropositatamente breve, ma per l’informatica è più o meno una morte di papa. Tre anni per un pc sono un tempo molto lungo, se l’utilizzo che se ne fa è molto spinto. Molto, nel mio caso.

Considerate che il mio pc è rimasto acceso per giorni interi, per tre anni, da quando lo assemblai, ha lavorato ininterrottamente per giorni e giorni. E non in download… giorni, settimane, mesi di rendering di scene di grafica computerizzata (Blender 3D – in parte anche per il lungometraggio Claustrophobia) ossia la cosa più “pesante” che si può chiedere a un computer. Su tale pc ho realizzato i dipinti digitali di Homeron Etark e pure grosse parti del romanzo le ho scritte proprio lì, mentre in background continuavano i rendering…

Quando selezionai i componenti feci molta attenzione al bilanciamento. Non avevo un budget illimitato, non potevo spendere più di 700-800 euro. Così attesi, per ogni singolo componente, i momenti migliori per l’acquisto sui due miei siti di ecommerce preferiti (parere personale eh, Amazon e l’italiano ePrice).

Sapevo per cosa avrei usato questo nuovo pc: tanti rendering, tanta grafica e solo occasionalmente qualche videogioco tripla A e next gen (e, ovviamente, SWTOR & ESO). Tipicamente non faccio mai una sola cosa mentre sono al pc: se sto impaginando Homeron Etark allora in background ci sarà un rendering. Se sono in coda PvP in SWTOR allora sto ascoltando musica o rompendo le scatole a qualche mio follower ;P

Quindi misi il focus sul multitasking. Ergo ne venne fuori, per la scelta del processore, uno Xeon octa threaded a 3.2GHz, l’E3 1230. Veramente ottimo per il multitasking, dopo anni di intenso utilizzo posso affermarlo con certezza, gli Xeon con HyperThreading sono imbattibili (come i Core i7 con la stessa tecnologia).

Il secondo passo doveva necessariamente riguardare la scheda grafica. Avrei avuto bisogno di tanta potenza per il rendering in Blender 3D. Feci tante ricerche sulle necessità di Blender e mi assicurai una GTX 760: non top nella sua fascia di prezzo, ma ben 1052 CUDA cores, quelli che servivano a me per l’allora nuovissimo motore di render Cycles Render. E i 2Gb di RAM mi avrebbero permesso un quattro anni di videogiochi in tutta tranquillità.

Al terzo step venne il turno della RAM. Per non rendere vano l’acquisto dello Xeon, per poter veramente parlare di multitasking, sacrificai un bel case che certamente il mio occhio avrebbe gradito e optai per uno Zalman Z1, economicissimo, proprio quattro stecche di alluminio e plastica in croce. Con i soldi risparmiati potei concedermi 16Gb di RAM. Esagerati per l’home computing, ma il giusto compromesso per il multitasking che il mio Xeon poteva permettersi. Il concetto è questo: se avessi preso un Core i5 mi sarei fatto bastare 8Gb di RAM, se avessi avuto la possibilità di permettermi un Core i7 Extreme allora sicuramente 32Gb non li avrei di certo evitati. Ricordate: bilanciamento.

Risparmiai come già detto su case, ma anche su hard disk e lettore DVD (che poi ho sostituito con un lettore Blu-Ray che non usavo più in un vecchio htpc dismesso… che fortuna!). Lo storage di 1Tb basta e avanza, e poi qualche hard disk si riesce sempre a raccattarlo da qualche parte, tant’è che ora ne ho 4, tre interni e uno esterno USB 3.0 (ma installato come interno). I risparmi confluirono nel componente che dopo la RAM è il più fondamentale per non dissipare nel nulla le potenzialità di multitasking del processore. L’SSD. Un disco a stato solido di 120Gb, giusto per potervi contenere il sistema operativo, due o tre programmi la cui reattività è per me fondamentale e, tanto per togliermi lo sfizio, anche SWTOR.

Con la scheda madre scesi a compromessi, pur evitando le soluzioni a bassissimo prezzo. Una AsRock con chipset Z77. Non recentissimo già allora, ma USB3, Sata 6, e affidabilità. Niente extra, ma ricordate: bilanciamento.

Con un pc del genere, ben bilanciato, senza fronzoli inutili “alla partenza”, si campa per veramente tanto tempo. E diamine, non sono certo il tipo che evita i fronzoli se può: difatti, in seguito, col passare degli anni, ho potuto aggiungere un raffreddamento ibrido per la scheda video (NZXT Kraken + Intel water cooling) e un dissipatore più silenzioso (Cooler Master Vortex) per lo Xeon. Se, però, al momento dell’acquisto dei componenti, anni fa, avessi ceduto alla tentazione di un bel case, 4 Tb di storage, dissipatori vari e cose simili, a questo punto mi troverei nella situazione di dover fare necessariamente degli upgrade.

Invece vado alla grande. Sì, il mio pc invecchia, ma lo fa con classe. A presto ;)

di Capo (Francesco G.)

Informatico scientifico, indie publisher e geek. Sempre alla ricerca di mondi e mitologie lontane, sia del passato che del futuro. Autore dell'epico e apprezzato romanzo Homeron Etark. Nel tempo libero, player veterano di SWTOR, del quale sono autore della più longeva guida italiana.
"Sostenitore" (un raro INF-J/INF-T) per personalità. PC Master race nel cuore.

Leggi il mio libro Homeron Etark

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