Krita (v 3.0+) | La mia guida al programma open e gratuito di disegno, digital painting e fotoritocco. Facciamolo conoscere!

Krita

Ciao! Rieccoci qui a parlare di Krita. E lo faremo con una introduzione sul background e poi con una quanto più completa guida stilata sulla mia oramai annuale esperienza su tale programma. Perché parliamo di Krita? Sostanzialmente per due motivi: primo, il 31 Maggio 2016 è stato una data storica per questo fantastico programma open source: i suoi sviluppatori, sparsi dal freddo nord europa alla calda spagna, geniacci dell’informatica e sostenitori del mondo Linux, hanno comunicato di aver terminato il beta testing e quindi lo sviluppo sostanziale della versione 3.0, una vera milestone nell’intero progetto. Secondo motivo per cui ne parliamo, è che Krita è un progetto giovane (diciamo, rigenerato non da tanto tempo) e nella comunità web di artisti ancora fatica a farsi conoscere.

Krita - Programma per disegnare

Una schermata del programma di disegno Krita 3.0 – “La Wanakti degli Etark” © Francesco Giuffrida

Nel mio girovagare su DeviantArt e comunità varie di disegno, ho notato che due volte su tre l’interlocutore non conosce Krita. Non certo per carenza di qualità, ma perché il mercato è così monopolizzato dai nomi storici (Photoshop, Painter) e le più grossolane alternative open e gratuite (GIMP) o freemium e a basso prezzo (ArtRage, Manga Studio e altri), che i nuovi utenti nemmeno vanno a cercare soluzioni differenti da quelle che ho appena elencato. Anche perché di ottenere Photoshop ci sono tanti modi. Tanti. Però ragazzi, e ci siamo capiti… solo uno è lecito. E gli altri… no, non si fa! L’Adobe lavora per realizzare un software di livello impeccabile come Photoshop e bisogna pagarla per ottenerlo. Niente storie.

Non abbiamo i soldi per pagare l’abbonamento mensile di Photoshop? Ecco, la soluzione è, a mio parere, una soltanto: Krita. (“krita” in finlandese vuol dire gessetto, “rita” disegno). In my humble opinion, Krita è davvero il miglior programma open source di disegno, digital painting, fx e fotoritocco disponibile sul mercato digitale. E se lo sviluppo e il supporto del suo team (la Krita Foundation) continua nella direzione intrapresa fino ad oggi, penso resterà a lungo nel mio cuore. Cosa mi fa dire ciò? Ve lo spiego, poi prometto iniziamo con la guida.

Funzionalità e aspetto dell’interfaccia: il meglio dai due mondi (l’open source e Photoshop)

L’interfaccia di Krita è intuitiva, Phothoshop-like ma soprattutto personalizzabile. La trovo fantastica.

Krita prende le potenzialità del mondo open: il framework Qt, il workspace KDE, la suite di filtri G’MIC, il source code contributivo, potenza e flessibilità delle OpenGL per l’interfaccia (sul solco di un certo Blender 3D…). E le unisce con un’interfaccia che, credetemi, non ha nulla a che vedere con le astrusità tipiche, appunto, del mondo open source. Sappiamo che gli smanettoni del mondo Linux non hanno bisogno di interfacce easy to use, preferiscono complicarsi la vita: si veda GIMP. Quanto è diverso da Photoshop? Tantissimo! Invece credetemi, chi ha sviluppato Krita ha molto senso artistico (cavolo, sono artisti e illustratori! Solo che sono anche sviluppatori!) e a Photoshop si sono ispirati per realizzare l’interfaccia. Non mi credete sulla parola? Beh, guardate coi vostri occhi:

Krita - Guida - Interfaccia

L’interfaccia di Krita è personalizzabile al massimo e al contempo, nel tema di default, è quanto più vicina a Photoshop. Cambiare programma non sarà un trauma! Questa che vedete nello screenshot è la configurazione che utilizzo io. Livelli in alto a destra con pannelli switchabili “Overview” e “Reference Images”. Sotto le brush. A sinistra invece la toolbox, poi le tooloptions e sotto i colori e la saturazione. A ogni modo, ogni singolo pannello può essere spostato, separato o unito con gli altri. Ho spiegato queste cose nei paragrafi più sotto. Il disegno digitale mostrato è “Ali per la Wanakti” © Francesco Giuffrida

Krita - Guida - Personalizzare InterfacciaAffascinante, vero? Ed è pure completamente e intuitivamente personalizzabile grazie a KDE, grazie a OpenGL… e qui ricorda molto Blender. Anzi, è proprio come Blender. E c’è pure il tema “Blender” per far apparire Krita come il famosissimo e incredibile software open source di computer grafica 3D. Io preferisco il tema di default dell’interfaccia, “krita dark”, ma ad ogni modo la possibilità di cambiarlo c’è. Basta andare in: Settings > Themes. Di default è dunque molto Photoshop. Ma può diventare anche perfettamente uguale. È sufficiente tener premuto col tasto sinistro del mouse sulla testata di un pannello qualsiasi, e potremo spostarlo a nostro piacimento nell’interfaccia del programma. Usando le maniglie poi potremmo dedicargli più o meno spazio. E Krita, all’avvio successivo, si ricorderà perfettamente di come abbiamo lasciato l’ambiente di lavoro. Semplice!

Sfruttare la potenza dell’hardware con OpenGL e la solidità di KDE: i motivi della velocità e della stabilità di Krita anche con filtri ed effetti (e perché la vedo come l’erede, incredibilmente migliore e più completa, di GIMP)

Nello sviluppo di Krita, i suoi dev si appoggiano al mondo open source. Questo può, generalmente, voler dire due cose: se fatto tanto per fare, il programma è sì gratuito ma sicuramente instabile. Se curato e “amato” da chi lo sviluppa, invece, è garanzia di solidità. Si pensi a Blender, oramai da anni utilizzato anche a Hollywood. Krita si è sempre appoggiata a KDE (in due parole: un sistema open per lo sviluppo dell’interfaccia applicazioni) e alla sua community globale, che sulle spalle ha anni ed anni di esperienza e relase in ogni campo. Inoltre, Krita 3.0 è basata sulla piattaforma di sviluppo UI (user interfaces) Qt5. L’interfaccia è personalizzabile, come visto, ma anche incredibilmente robusta. E con robusta intendo capace di reagire agli spasmi e al nervosismo degli utenti impazienti. Krita 3.0 è incredibilmente veloce, anche se installata su classico hard disk. Ma, come nel mio caso…

…se installata su SSD, Krita è un fulmine. Anche con tutti i possibili bundle di risorse e brush extra installati, impiega la metà del tempo che impiega Photoshop ad avviarsi.

I crash? I freeze? Tipici del mondo dei programmi gratuiti! Ma non di Krita! Krita è superiore a queste cose. E pur essendo molto più giovane, non teme confronti neppure coi solidissimi Blender e GIMP. Difatti, per me, è già nel pantheon dell’open source e GIMP è veramente divenuto obsoleto, con Krita in circolazione. Anche perché offre molto meno, con più lentezza e soprattutto molta più scomodità. Davvero, non lo utilizzo più. Così come non utilizzo più Corel PhotoPaint (di Photoshop parleremo alla fine dell’articolo). Gli sono grato per tutto ciò che è stato, a GIMP, ma Krita è davvero inarrivabile. Dicevamo: i crash e i freeze. Negli ultimi sei mesi di utilizzo (sì, ho tenuto la statistica) Krita 2.9 mi è crashato poco più di dieci volte. La metà è stata colpa della GPU (problema mio di configurazione, non di Krita). E le restanti occasioni sempre per mio nervosismo: click nevrotici mentre non mi accorgevo che stava facendo autosalvataggio. Ecco, come ogni signorina di classe, Krita ha le sue necessità. Ma sono poche! Me ne viene in mente una sola ma importante, quindi la dico subito: lasciatela in pace mentre fa autosave. Ossia non cliccate nulla.

Hai GOOGLE+? Entra nella community appena nata di Krita in Italia!

Solo raramente, per un bug noto (ricerca delle Reference images in collegamenti dinamici) mi è crashata per colpa sua. Come sarà Krita 3.0? Dubito si rivelerà peggio della 2.9. Anzi, siccome l’ho già scaricata, configurata con tutte le mie brush e temi, ho subito testato la cosa delle Reference images e… ora funziona! Quindi posso affermare con ancor più sicurezza che Krita è un programma molto stabile.

  • Suggerimento: se Krita va a scatti, molto probabilmente è stato disattivato l’OpenGL. Per riattivarlo: “Settings” > “Display”. Ma che pc serve per far girare Krita? Per il digital painting, si sa, servono risorse. Per lavorare con decine di livelli in risoluzioni molto elevate (un foglio A3 – UltraHD 4K) servono, a mio parere, 4Gb di RAM, un processore Intel Core i3 da 3.0GHz e una scheda grafica dedicata Nvidia o AMD Radeon da 1GB di memoria. Krita è ottimizzata per processori Intel. Ma esiste comunque un’opzione nella scheda “Settings> Configure Krita > Performances” per migliorare le cose anche in presenza di processori AMD. Io non ho mai rallentamenti, neppure in risoluzioni improponibili 11 mila pixel per 8mila… utilizzo Krita con uno Xeon otto thread, 16Gb RAM, GTX760 e lo tengo su SSD (con file di swap però su hard disk esterno, per evitare che Krita mi accoppi l’SSD con gli undo e, appunto, la swap cache).

Unico intoppo, ossia quando bisogna esser più pazienti, è l’utilizzo dei filtri esterni col motore G’MIC. Sono un centinaio di filtri preimpostati ma interamente e dettagliatamente personalizzabili. E sono il lato FX di Krita (ma la FX è possibile anche nel dettaglio con le brush come liquify e tutte quelle solitamente disponibili in Photoshop). Ebbene, essendo molto pesanti e basati su un motore grafico esterno, negli artwork più grossi possono richiedere parecchio tempo di elaborazione, specie se il computer non è un razzo. Se si inizia a cliccare compulsivamente “annulla” perché si ha perso la pazienza, beh, chiedere a Krita di non crashare non sempre funziona. Però non penso sia colpa sua. Arte è pazienza, no?

Krita - Guida - Filtri ed effetti

In Krita possiamo velocemente reperire un grosso numero di filtri da applicare a tutto il livello o all’immagine. Usano il motore G’MIC. Il progress dell’applicazione del filtro, se pesante, è mostrato nella finestra dei livelli o nella barra più in basso di Krita (non visibile nello screenshot). Per raggiungere i filtri: barra del menu “Filters > G’MIC”.

Comunque io i filtri raramente li uso. Preferisco lavorare con le texture, direttamente coi livelli e tutte le diverse modalità d’integrazione (Multiply, Overlay, Screen, SVG…) e con le brush di FX (lensflare, liquify, color dodge…). Però questi filtri sono uno dei motivi per cui GIMP rappresenta il passato e Krita il futuro. Krita fa quello che faceva GIMP, lo fa in modo più elegante, veloce, intuitivo e, soprattutto, Krita fa molto di più (il digital painting vero e proprio).

Il cuore di Krita: liberare la creatività. Il digital painting.

Finalmente ci siamo! Mi sono sbarazzato dell’aspetto che probabilmente vi interessava meno, ossia lo sviluppo e la VFX/effettistica/filtri vari. Ora viene il bello, ossia la concept art, il disegno, la speedart e il digital painting. E Krita è perfetta per tutti e quattro questi ambiti.

  • Non sono un professional artist. Questo dovrebbe essere un punto a favore di Krita, nella vostra valutazione di essa: se io riesco ad ottenere questi risultati (insomma, le illustrazioni promozionali di Homeron Etark piacciono!), pensate ad un artista professionista! Potete vedere fin dove sono riuscito a spingermi con Krita osservando tutto il progetto grafico del mio romanzo Homeron Etark.

Krita - Disegni di esempioKrita è un software che elabora grafica raster e vettoriale. Può lavorare sia in spazio di lavoro digitale e web (RGB + alpha) che per la stampa (CMYK). E lo switch e la gestione dei profili colore è intuitiva quanto professionale: dal menu basta scegliere “Image” > “Change image color space” oppure visualizzare tutti i dettagli (come i dpi) nella finestra “Properties”. Il resize delle immagini è pulito e ottimizzato per garantire il minimo di perdità di qualità. E il resize delle canvas (ossia della tavola da disegno) è pure quello intuitivo, rapido e adattabile alle nostre esigenze.

E se capitasse che Krita non arrivi a fare una certa cosa, l’interscambiabilità dei file è pressoché totale: tutti i più comuni formati d’immagine, poi quelli di salvataggio sia GIMP che “immagine Photoshop”.

Disegnare e colorare in Krita è una vera gioia. Supporta la totalità delle tavolette grafiche in commercio e ne permette la configurazione più completa (io comunque consiglio di fare il grosso delle personalizzazioni direttamente nel pannello di controllo della tavoletta e creare un profilo per l’avvio con Krita). Inoltre è possibile personalizzare gli shortcut da tastiera per un workflow rapido e comodo.

Premendo il tasto tab si entra in modalità “Canvas only”. Lo schermo si trasformerà nella nostra tavola da disegno e non ci saranno distrazioni. Ci basterà aver aggiunto tutte le brush che usiamo più spesso ai brushset rapidi (io ho impostato il secondo tasto della penna) e disegnare sarà davvero la quiete più totale.

Per aggiungere una brush ad un brushset qualsiasi, basta farci click destro sopra nell’elenco, appunto, dei pennelli (le brush). Parliamo dunque proprio dei pennelli.

Dopo aver installato Krita, i pennelli installati sono quelli di default. Comodi, coprono le esigenze di base. Ma solitamente a tutti piace poter scegliere un particolare set, e quindi ecco che gli sviluppatori e gli artisti di Krita hanno pensato di metterci a disposizione diversi set di pennelli. Quelli che io tengo installati vanno dal digital painting più classico all’acquerello, dalle penne alle matite, dalla FX alla speedart e sono: la Cazu brush collection di Pablo Cazorla, la Devaad di David Revoy, il Modular Brushset di Vasco Basqué e il Wolthera’s Inking pack. Potete trovare un elenco sempre aggiornato delle Risorse extra di Krita a questa pagina ufficiale.

Per installare un set di pennelli ci vuole poco più di un minuto. Basta scaricare il set e unzipparlo (click destro, Estrai). Ora avremo di fronte due possibilità. [OPZIONE 1] Se il risultato dell’estrazione del file zip è una cartella con altre cartelle contenute in essa (brush, presets, palettes, file .README…) allora ci basterà copiare il tutto nella cartella Risorse di Krita come trovarla? Basta aprire Krita e il “Manage Resources” dal menu. Quindi scegliere “Open Resource Folder” e incollare lì il contenuto unendo le cartelle. [OPZIONE 2] Se il risultato dell’estrazione è una cartella con file .bundles, è ancora più facile. Dal “Manage Resource” basta scegliere “Import bundle” e quindi andare a cliccare i file scaricati. Il Manage Resources è raggiungibile dal menu in alto di Krita cliccando su “Settings”. Con la nuova versione è stato introdotto il pulsante “Import brushes” per importare velocemente i pennelli.

Non mi perderò in spiegazioni dettagliate sull’uso dei pennelli. Dico solo che chi utilizza Photoshop si troverà perfettamente a proprio agio. Nel pannello Layers (livelli) ci sono praticamente le stesse opzioni: dal modo d’integrazione (Normal, Multiply, Screen…) all’opacità desiderata, poi la possibilità di aggiungere gruppi di livelli o livelli alpha (Paint level, dove disegnare) o livelli Fill (colore unico). Per scegliere la tipologia di livello da aggiungere, è sufficiente cliccare sulla piccola freccia a lato del ‘+’ nella scheda dei livelli.

Attenzione che, di default, non tutte queste schede sono visibili (Reference images no di certo). Per attivarle, basta spuntare la loro voce nell’intuitivo menù “Dockers” raggiungibile dal solito “Settings”. Poi si potranno spostare a piacimento, come ho già spiegato.

Comprendere l’uso dei livelli: articolo dedicato. Installazione di Krita: articolo dedicato.

Krita 3.0 è localizzato anche in italiano, quindi per chi non digerisce la lingua inglese non ci sono problemi. Io lo tengo in inglese, perché oramai sono davvero abituato alle diciture originali che passare alla traduzione italiana mi crea solo confusione.

Krita Gemini e Krita Studio. Ossia Krita potenziato per graphic tablets e touchscreen (in vendita su Steam!) e con supporto professionale e commerciale.

Dopo giorni, settimane o mesi di utilizzo, difficilmente non vi verrà voglia di dare una mano agli sviluppatori di questo fantastico software. Potete fare come ho fatto io, acquistando uno dei DVD di training, oppure acquistando Krita Gemini su Steam ®. Sì, Krita è sulla piattaforma di gaming della Valve!

  • Krita Gemini è una versione potenziata di Krita, in vendita a 39,99€ su Steam. Comprende tutte le funzionalità di Krita ma è orientata all’uso delle graphic tablet touchscreen (Krita standard è comunque capace di gestirle!). Inoltre, acquistando Krita Gemini, si supporterà lo sviluppo di Krita standard.
  • Krita Studio non esiste di per sé, ma indica il supporto professionale e commerciale garantito con upgrade “lifetime” e servizi su misura per i clienti business. Krita Gemini comprende un pack “lifetime upgrade” a 99,99€ sempre acquistabile su Steam. Si consiglia di contattare direttamente la Krita Foundation per soluzioni business/commerciali.

Queste due soluzioni sono in vendita poiché offrono servizio umano di supporto e upgrade. Krita resta open source e tutte le funzionalità per realizzare digital painting sono incluse nella versione standard, che è assolutamente gratuita.

Krita può essere scaricata come [1] “portable” ossia senza bisogno di installazione: un unico file zippato, poi dentro le cartelle basta trovare e avviare Krita, si può portare così tutto in una chiavetta; [2] normale installer per Windows, che si installa con procedura guidata come un qualunque altro programma. Non presenta spyware ne installazioni nascoste di alcunché. È anche questo il bello dell’opensource rispetto al freemium: la serietà.

Krita può essere scaricata gratuitamente sul sito ufficiale a questo indirizzo. È disponibile per Windows (32 o 64bit. Per scoprire quale sia il tuo pc, vai in Pannello di controllo > Sistema), Mac e Linux.

In Krita 3.0 è inclusa un’estensione che ci permette di vedere le preview del disegno direttamente in Explorer di Windows, se siamo in una cartella che contiene file .kra (i file di salvataggio di Krita).

Krita o Photoshop?

Ovviamente non c’è battaglia. Ma non può esserci. Photoshop è Photoshop, se per mestiere illustrate, di sicuro volete la compatibilità assoluta con qualsiasi frangente del mercato, e Adobe sa darvela. La Krita Foundation può provarci, ma non può di certo offrirvi LightRoom o tutta la suite Adobe.

Se invece vi interessa solo disegnare e fare digital painting, beh, alla domanda meglio usare Krita o Photoshop? posso rispondervi solo così: Krita è gratuito e open. E pesa meno di 100MB in download e intorno ai 300MB una volta installato. Provarlo è la cosa migliore per capire quanto abbia da offrire. Ed è la soluzione migliore se non ci si può permettere economicamente Photoshop (o non si vuole farlo). Sto ovviamente parlando della versione CC di Photoshop. Krita batte alla grande Photoshop Essential (la versione in vendita nei centri commerciali).

Un progetto concreto: Homeron Etark

Il mio libro è stato uno dei primi e senza dubbio più sostanziosi progetti indie ad utilizzare Krita open source come piattaforma principale per il comparto grafico. Puoi scoprire di più qui.

The Art of Homeron Etark - Francesco Giuffrida

Che ne pensate? Avete dubbi? Non riuscite a trovare qualche opzione? Provatelo e dite la vostra! Potete vedere i miei disegni, realizzati in Krita, raccolti sul sito del mio romanzo. Condividete i vostri! :)

Grazie, a presto.

di Francesco "Capo" G.

Informatico e geek blogger. La mia grande passione è l’indie publishing, un “secondo lavoro” che interpreto tramite scrittura creativa e digital art. Sono sempre alla ricerca di mondi e mitologie lontane, sia del passato che del futuro. Autore del romanzo "Homeron Etark" inserito nel selezionato Kerberos dei Gladiatori della Penna e 3/3 su Mangialibri.com. Guardo The Big Bang Theory e Star Wars, leggo Asimov e Tolkien. Nel tempo libero player veterano di SWTOR.

Leggi il mio libro Homeron Etark

10 pensieri su “Krita (v 3.0+) | La mia guida al programma open e gratuito di disegno, digital painting e fotoritocco. Facciamolo conoscere!

  1. Ciao, scusa stavo leggendo il tuo intervento sul mondo di Krita..io l’ho scoperto l’altro giorno come alternativa a Photoshop. Premetto che non sono del tutto pratica nemmeno di Photoshop, quindi con Krita trovo qualche difficoltà in più. Ho seguito le tue istruzioni per aggiungere i pennelli, ma alla fine del tutto non li visualizzo, forse sbaglio qualcosa prima?
    Grazie.

    • Ciao :)
      In Krita, nella barra del menu scegli “Impostazioni” (o settings se lo hai in inglese) poi “Manage Resources” (Risorse). Sotto “Bundle attivi” (Active bundles) dovresti vedere tutte le raccolte dei pennelli. Se non le vedi vuol dire che li hai persi da qualche parte: forse sono nella scheda a lato, in Inactive. Se non ci sono neppure lì, riesegui l’importazione usando i comandi che trovi a lato nella stessa finestra (come il tasto “Import Brushes”).
      Fammi sapere :)

  2. scusa!
    premetto che uso krita per svago (disegnando con un mause poi…)
    in un mio progetto volevo inserire una immagine esistente in uno spazio ben preciso.
    secondo te è possibile?

    • Assolutamente si. Apri il tuo progetto, poi con il mouse, nella barra in alto, scegli Livello e poi “Importa livello” e poi “importa nel documento”. L’immagine che sceglierai verrà inserita nel progetto. Poi, con l’apposito tool di spostamento del livello (è a forma di due frecce incrociate, dove scegli fra freccia o pennello, di solito nella barra strumenti a lato a sinistra) ebbene con quel tool puoi spostare l’immagine trascinandola con il mouse. Alternativamente puoi inserire una nuova immagine trascinandola da Windows dentro Krita e scegliendo “importa come livello in documento già esistente”. Spero di aver chiarito tutto. Se ti piace leggere prova il mio libro, le cui grafiche le ho realizzate completamente in Krita: http://homeronetark.com ciao!

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