Italian Internet day: 30 anni fa la prima connessione in Italia. Scopriamone di più!

Anche il premier Matteo Renzi sarà a Pisa per l’Italian Internet Daytrentennale del primo collegamento Internet italiano. Perché a Pisa? Perché trentennale? Cosa vuol dire primo collegamento InternetE perché con la ‘I’ necessariamente maiuscola?italian-internet-day

Come sempre non voglio solo riproporre la notizia, qui su Capo Nerd, che di Internet fa parte, ma condividerò con voi quello che so e andremo dietro e dentro il fatto! Fosse stata la ricorrenza di un qualche evento sportivo non avrei saputo cosa scrivervi… ma siccome siamo nel mio campo, per di più in una delle mie grandi passioni, sarà un piacere raccontarvi tutto quanto! Ergo, chi già è esperto, può anche saltare l’articolo di oggi ;)

In una delle mie one-shot e mini guide più visionate di Capo Nerd Blog, la “Guida alle reti” ho accennato i fondamentali che servono al lettore, privo di conoscenze informatiche, per una conoscenza dei termini più usati a casa, al lavoro, e qui sul blog, nel mondo delle reti informatiche. Riporto qui quello che ci serve per comprendere a fondo l’articolo e tutta la giornata dell’Italian Internet Day:

  • Rete informatica: due o più computer connessi da un cavo o in altro modo (Wi-Fi, Bluetooth, infrarossi…) in modo da poter condividere file e informazioni.
  • LAN: “local area network” relativamente piccola rete gestita da uno o più router. Per capirci, il vostro pc, il portatile e i vostri cellulari connessi al modem/router di casa formano una LAN.
  • internet: (con la ‘i’ minuscola) insieme, anche distribuito geograficamente, di più LAN collegate fra loro.
  • Internet: (con la ‘i’ maiuscola) mamma Internet. La rete mondiale, formata da tutte le LAN e tutte le internet. Potenzialmente, ogni computer connesso a Internet è raggiungibile da un altro che lo sia a sua volta, non importa quanto lontano o in quale annidata LAN esso sia.

Il vostro pc, o il vostro cellulare, in questo momento sono connessi a un modem/router il quale è connesso al vostro provider (significa “fornitore di servizi”, come Telecom, Fastweb, Wind, 3, Vodafone… chi più ne ha più ne metta…). Grazie a questa connessione che i provider offrono, voi potete accedere a quel mondo di altri dispositivi che come il vostro sono connessi tra loro… a Internet. Voi state visionando questa pagina, che è salvata sull’hard disk di un qualche server (un computer che distribuisce risorse) il quale, come il vostro pc, è connesso a un router che funge da intermediario tra lui e il provider che fornisce la connessione Internet all’azienda che lo possiede.

Migliaia, anzi, milioni di situazioni come questa formano Internet.

dispositivi connessi a internet

Una grossa fetta di Internet, in quel momento connessa, in un giorno qualunque del 2014. Fonte Shodan.

Al contrario di quel che si pensa, l’Italia non è affatto fuori dai giochi e non lo è stata mai. Certo, non l’Italia delle campagne e dei monti, il Bel Paese della piadina o degli arancini: questo data la difficoltosa, particolare, unica al mondo, conformazione geografica del nostro paese, tutta un su e giù di dorsali appenniniche, marmi, fiumi, torrenti, spiagge lunghe e sottili, e perché no, mafie, omertà e attaccamento ossessivo alla tradizione, per cui portare la connessione Internet e la banda larga in tutto il paese non è certo un compito facile. L’attuale governo è molto intenzionato a farlo (oltreché costretto) e gli auguro buona fortuna, ovviamente speranzoso e fiducioso nel successo della cosa.

Ma, dicevo, c’è un Italia che non è affatto stata agli ultim(issimi) posti nel mondo di Internet. L’Italia della ricerca e del mondo scientifico. Come usuale, sparpagliato per il mondo e a volte anonimo, in sordina. Ma c’è sempre stata. E a Pisa, nel 1986, quel mondo si connetteva alla piccola Internet. L’Italia diveniva così la quarta nazione con tale accesso. Allora Internet si componeva di un qualche centinaio di computer e reti locali per lo più universitarie. Sì, Internet è nata nelle Università, nei poli di ricerca, sulle orme delle reti telefoniche e di quelle militari della prima metà del secolo scorso. Da lì si è poi diffusa per altri scopi. Ma avete colto i numeri? Un centinaio di computer! Ora i dispositivi potenzialmente connessi sono molti, molti di più. Sì, pensate alla parola miliardi e fatevi un idea…

A cosa è dovuta questa crescita? Quando è nata, Internet serviva per scambio di ricerche, dati scientifici, calcoli distribuiti tra più super computer in Università europee e americane, e sicuramente scambio di qualche barzelletta, codici per computer, i primi virus e i modi per renderli inoffensivi… ma era uno scambio compiuto da esperti, ricercatori, che a un terminale si connettevano alla propria mailbox o al server con i dati che servivano loro (terminale? Un carattere alla volta, le letterine su schermo nero per intenderci… niente mouse…).

Poi, negli anni 90, è arrivato il Web. (o WWW, World, Wide Web) Parolina magica.

Ve la butto lì, senza girarci in torno. Voi non state vedendo Internet. No. Voi, in questo momento, mentre leggete il mio articolo (e, siccome siete molto gentili, il mio romanzo Homeron Etark. Erhm… dove eravamo!? :D) voi state vedendo il Web, mentre siete connessi a Internet che il Web lo ospita.

Il Web è, detta brutalmente, la “faccia” visibile di Internet, l’insieme di tutti i siti web, blog, social network, che il pubblico, che le masse possono visitare e consultare. Il web è formato da tutte le pagine che potete leggere, i video da vedere, la musica da ascoltare e i programmi per fare altro resi raggiungibili, dal vostro pc, anche se tali cose non si trovano sul vostro pc, grazie a un collegamento Internet.

Visto che ci siamo, sfatiamo anche un ultima massima, così da potercene vantare domani con colleghi al lavoro, compagni a scuola, amici al bar o amiche nel mentre dello shopping: il Web che visitiamo tutti i giorni è così superficiale che nemmeno le email ne fanno parte. Le email sono nate molto prima del Web, quasi insieme a Internet, e quei professori, quegli studenti degli anni ottanta connessi a Internet (senza il Web!) le usavano già, o meglio, le avevano appena ideate. Noi, oggi, accediamo alle email (ospitate su Internet) non più tramite un nero terminale ma tramite il Web, che funge da intermediario “visivo” e “di bell’aspetto” tra la nostra casella di posta e noi. La casella di posta si trova nel server di Google, Yahoo, ecc ecc… alla quale noi ci connettiamo grazie Internet, e, poiché non siamo ricercatori, la vediamo comodamente grazie alle pagine del Web, sia gmail o yahoo mail o outlook…

E il cerchio si chiude.

30 anni fa, a Pisa, l’Italia si connetteva a Internet. Nel 2020 saranno probabilmente 50 miliardi i dispositivi connessi in tutto il mondo. “L’Internet delle cose”, poiché molti dispositivi connessi a Internet non saranno computer in senso stretto, ma lavastoviglie, allarmi, televisori, mitragliatori automatici… chi lo sa.

Una cosa è certa. Avrete letto Homeron Etark e io sarò ancora il vostro blogger preferito.

A presto ;)

Francesco

Info su tutti gli eventi e interessante documentario: http://italianinternetday.it/

LOGIN_Il giorno in cui l’Italia scoprì Internet (versione da 20 minuti) from riccardo luna on Vimeo.

di Francesco "Capo" G.

Informatico e geek blogger. La mia grande passione è l’indie publishing, un “secondo lavoro” che interpreto tramite scrittura creativa e digital art. Sono sempre alla ricerca di mondi e mitologie lontane, sia del passato che del futuro. Autore del romanzo "Homeron Etark" inserito nel selezionato Kerberos dei Gladiatori della Penna e 3/3 su Mangialibri.com. Guardo The Big Bang Theory e Star Wars, leggo Asimov e Tolkien. Nel tempo libero player veterano di SWTOR.

Leggi il mio libro Homeron Etark

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