Italiani, il popolo che inventò lo stato Free To Play

Lo Stato Free To Play

Care lettrici, amici lettori

Vi ricordate quella punta di patriottismo che ha sempre condito i miei articoli più importanti? Avete in memoria il mio gran amore per il Bel Paese e la comunità che lo vive? Quell’amore che mi aveva spinto, ad esempio, a rendervi disponibile nella nostra lingua la guida d’uso al vostro videogioco preferito. Vi ricordate tutto ciò? Bene, ottimo. Se non vi piaceva, se storcevate il naso, ho una buona notizia: non vi disturberò più con il mio amore per l’Italia. Tranquilli, perché finisce oggi. Oggi ho perduto la fiducia nel nostro Paese.

Mentre trattengo, stringendo i denti, un sontuoso vaffa, mentre tento di scrivere veloce per non dover scrivere più, per rivolgermi a cose più importanti, è altresì fondamentale esprimere le motivazioni di questa mia uscita e mettere nero su bianco la tesi che fa da titolo all’articolo.

Il vaffa. Perché insulto? Non è grave, dai. E voi lo sapete bene, lo usate più spesso di me. Perché io non posso farlo? Voi potete insultare chi non la pensa come voi, sparare cazzate e noi stupidi-solitamente-politically-correct dobbiamo tacere? Per favore! Se non vi sta bene, sappiate che questo è un blog personale e quindi, qui, IO sono il sovrano, l’Imperatore dei Sith, il Signore Oscuro e il Maestro di maggior esperienza del Consiglio Jedi, sono il Re e il Presidente. Posso dire e fare quel che voglio. Se non vi sta bene, se pensate alla vendetta, lasciate queste pagine e andate a fare qualcosa di più serio.

Sono sempre stato gentile, però, per tornare a esserlo in futuro, devo esprimere il mio pensiero.

Pagare il canone? Meglio i click bait e il Free to Play!

Nel mondo dei giochi online esistono due tipologie di contratto con gli amministratori del gioco, che gli utenti devono sottoscrivere per potersi divertire: ad abbonamento, o canone mensile, oppure Free to Play. Con il Free to Play, i giocatori hanno solo il minimo indispensabile, pensano di potersi divertire e allora lo provano, ma dopo qualche livello si accorgono delle limitazioni e che le armature più belle, se si vuole indossarle, bisogna pagarle con soldi veri.* E così molti lasciano il gioco.

Se tutto va bene.

Perché poi esistono anche i Free to Play così detti click bait, le esche per click. Pubblicità ingannevoli con belle ragazze senza armatura o scollatissime che fanno capolino mentre state navigando sulla rete, che stiate leggendo un articolo sul Corriere della Sera, sul blog di Grillo o qui su Capo Nerd, guardando un porno oppure facendo una ricerca su Google per aiutare vostra figlia con i compiti. “Clicca qui per entrare gratis nel gioco più bello dell’anno”, “Gioco gratis incredibile”… chi più ne ha, più ne metta.

Parte di quegli invitanti poster digitali è malware o spyware, così come la stessa percentuale dei personaggi che hanno sospinto a votare una buona quantità di poveri cristi, ieri. Includiamo fascisti e formazioni di estrema destra o sinistra.

Tutto il resto, o almeno, una grossissima parte del resto, è innocua ma fastidiosa finzione. Cliccate sull’esca, e capitate magicamente in un gioco che, in realtà, avevate già provato, ne eravate rimasti delusi, però ora vi si è ripresentato mascherato da qualcos’altro. Voi che fate? Quello che avete fatto ieri andando a mettere la X dove vi hanno detto Brunetta, Salvini, Grillo, Vendola e D’Alema. Lo provate, poi lo disinstallate. Non è peccato, per carità, stiamo solo parlando di videogiochi. Li provate e li buttate nel cestino. Come i 63 governi avuti dal nostro paese negli ultimi 70 anni.

Però l’Italia è uno stato, non una cartella di file, un videogioco o un ebook.

Non vi dico pensateci, perché… ah, lasciate stare. Prometto solennemente che su Capo Nerd non si farà più alcun riferimento alla vita politica di questo Paese, negli articoli del blog, da oggi fino all’eternità. Inoltre, ogni altro progetto pro-italiani è stato immediatamente interrotto, mi dedico ai miei romanzi. Tanto avete i click bait, giocate a quelli.

Ora scappo, alla prossima, quando ne avrò voglia :)

Starlover


*Come è giusto che sia, se si vuole qualcosa la si paga. Altrimenti torniamo a menarci con la clava e a spartirci le porzioni di bosco. Si può fare…

 

di Francesco "Capo" G.

Informatico e geek blogger. La mia grande passione è l’indie publishing, un “secondo lavoro” che interpreto tramite scrittura creativa e digital art. Sono sempre alla ricerca di mondi e mitologie lontane, sia del passato che del futuro. Autore del romanzo "Homeron Etark" inserito nel selezionato Kerberos dei Gladiatori della Penna e 3/3 su Mangialibri.com. Guardo The Big Bang Theory e Star Wars, leggo Asimov e Tolkien. Nel tempo libero player veterano di SWTOR.

Leggi il mio libro Homeron Etark

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.


*