Il Risveglio di Star Wars: riflessione, più che recensione. In ogni caso niente spoiler.

Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana, c’era il cinema capace di farti sognare. Milioni di bambini, ragazzi, giovani e adulti lo hanno sperimentato nel 1977 quando uscì Star Wars. Una trama originale, diversa da ogni altro film; personaggi credibili, eroi improbabili in un universo immenso e realizzato con cura e passione fuori dal comune.

Il Risveglio della Forza, la mia recensione

La Forza, il Lato Oscuro, Darth Vader, Luke Skywalker, Han Solo, la principessa Leia… entità e figure indimenticabili, più che cult, veri miti dell’entertainment cinematografico. Nell’universo creato quarant’anni fa da George Lucas, e tutta la sua squadra, c’era un posto per ogni spettatore o spettatrice: chiunque aveva un personaggio in cui immedesimarsi, dallo strapezzente Han Solo al prode ragazzo dell’orlo esterno Luke.

Star Wars divenne subito un fenomeno mondiale, destinato a raccogliere una base di fan ampia come nessun’altro prodotto dell’intrattenimento. Comunque, Star Wars restava e restò il prodotto, il volere, di un uomo solo, il suo creatore. Lucas aveva le redini del proprio universo, nel bene e nel male era lui a condurre. Così, per dieci anni, conclusa la prima trilogia, di Star Wars non si ebbe più nulla. Poi, nel 1999, Lucas decise che era giunto il momento di continuare a narrare la storia, una storia di sua proprietà: l’esalogia di Star Wars è stata una serie di scelte d’autore, incentrate sulla figura di Darth Vader e Anakin Skywalker. Lucas aveva una storia da raccontare, e l’ha raccontata. Come una serie di romanzi, come un film d’autore, Star Wars si era chiuso con la Vendetta dei Sith.

Ma il potenziale di Star Wars non poteva certo rimanere legato per sempre alle volontà di un uomo solo, anche perché le idee per continuare c’erano, l’autore stesso le aveva. Forse il tempo gli ha fatto però raggiungere la consapevolezza che con in giro colossi come Disney, un singolo uomo -seppure pilastro del cinema moderno- non avrebbe mai potuto dare vita a una nuova trilogia di successo quanto i precedenti film. E siccome ciò che gli premeva raccontare era riuscito a raccontarlo… Lucas ha risolto vendendo tutto e tornando al cinema sperimentale.

La Disney, acquirente, ha dato carta bianca alla LucasFilm. Star Wars, l’universo creato per raccontare la storia di un singolo uomo, da un singolo autore, è divenuto proprietà di una casa cinematografica, o comunque di più persone. In molti casi questo è un male, si veda quanto accaduto con Alien, che ora Scott sta tentando con forza -riuscendoci giustamente- di riprendersi… cosa poteva accadere con Star Wars? Carta bianca:

  • J.J. Abrams è sempre stato l’erede spirituale di Lucas, ha sempre diretto sul solco suo e di Spielberg, è chiaro. Non poteva esserci regista migliore per il ritorno di Star Wars.
  • Lawrence Kasdan, co-sceneggiatore del più bell’episodio di Star Wars (Impero colpisce ancora). Non poteva esserci creativo migliore per una nuova storia di Star Wars.
  • ILM – Oltre 16 premi Oscar vinti dalla fondazione. Quale migliore compagnia di effetti speciali e visivi? La ILM fu fondata da Lucas per creare Star Wars. È bello pensare a ciò che Lucas ha sempre ripetuto: “per raccontare la storia di Anakin ho dovuto creare un universo completamente nuovo: Star Wars. Siccome i mezzi per creare tale universo nel 1977 non esistevano, ho creato anche quelli…”
  • Ritorno degli eroi. Harrison Ford, Carrie Fisher, Mark Hamill.
  • Ritorno alle origini, scelta di J.J. Abrams. Modellini veri, animatronics, costumi, tecnologie di ultima generazione integrate con il nostalgico tratto e look della Trilogia Classica.

Ma soprattutto, con Star Wars, i nuovi autori potevano non badare a spese e la creatività doveva essere l’unico limite. Ritorno alle origini anche nello sviluppo racconto: un mondo che lo spettatore potesse sognare. Se bambino, ragazzo, ragazza, adulto o anziano non importa. Se vediamo i protagonisti sognare, alziamo gli occhi alle stelle anche noi. Siamo divisi tra la Luce e il Lato Oscuro, come loro.

Ma questa volta doveva esserci qualcosa di più. Entra in gioco l’aspetto artistico -cinematografico, in questo caso. J.J. Abrams non ha avuto i problemi di mezzi. Gli sono stati forniti i migliori e lui li ha utilizzati, immagino, al massimo delle proprie capacità. Il risultato atteso erano quindi inquadrature incredibili, ogni singolo fotogramma pensato e realizzato nel modo che potesse apparire perfetto e carico di passione. Un film che non bisogna guardare tentando di trovare difetti o fare confronti con le opere di Lucas. Questo film non doveva essere un film originale, ma neppure un remake o un reboot. Puntare sul sicuro, puntare su una cosa che non può non piacere perché è stata amata, nel 1977, da milioni di persone. Non si azzarda, non ci si prova nemmeno e si fa bene. Gli azzardi spetteranno al VIII e IX.

Anakin non c’è più, ora ciò che preme raccontare è l’universo stesso. Un universo che il genio di Lucas aveva creato solamente come contorno per la propria storia. Come autore, non si era sentito di attingervi con continue uscite, spin off e simili. Ma Anakin non c’è più. Ora l’universo di Star Wars può essere esplorato.

Queste erano premesse e promesse de Il Risveglio della Forza. E la mia recensione finisce qui, perché questo è stato il settimo episodio di Star Wars, dovrei solamente ripeterle cambiando i “doveva essere” in “è stato”. Star Wars è tornato, per ricominciare da capo.

Voi? Fatemelo sapere:

 

di Francesco "Capo" G.

Informatico e geek blogger. La mia grande passione è l’indie publishing, un “secondo lavoro” che interpreto tramite scrittura creativa e digital art. Sono sempre alla ricerca di mondi e mitologie lontane, sia del passato che del futuro. Autore del romanzo "Homeron Etark" inserito nel selezionato Kerberos dei Gladiatori della Penna e 3/3 su Mangialibri.com. Guardo The Big Bang Theory e Star Wars, leggo Asimov e Tolkien. Nel tempo libero player veterano di SWTOR.

Leggi il mio libro Homeron Etark

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