Eroi dei nostri giorni, campioni mitici da invidiare e sognare, le leggende del futuro?

Questo articolo parla di ammirazione, ispirazione, conforto. Alcuni lettori e lettrici del mio blog sanno della prossima uscita del mio esordio fantasy Homeron Etark, un’avventura epica sul solco degli eroi del passato. Il nostro passato, quello dell’umanità. Un’umanità che tutti noi, senza bisogno di lauree o diplomi particolari, riconosciamo come strettamente condizionata da rari canoni, modelli e campioni di riferimento per i più.

Gli eroi dei nostri giorni

Tutti conosciamo l’Iliade e l’Odissea. In queste due raccolte di poemi troviamo concentrati alcuni tra i più grandi eroi mitici dell’umanità. Mitici perché a differenza degli eroi dell’epoca moderna, a differenza dei nostri eroi -soggettivi- gli eroi dell’Iliade e dell’Odissea li vediamo come figure mitologiche e non storiche. O meglio, non siamo certi al 100% della loro esistenza, così come al contrario siamo sicuri, grazie alla autodefinita superiore razionalità del terzo millennio, che molto su di loro sia frutto di secoli di divulgazione orale, annacquata dalla leggenda conferita dal tempo.

Non siamo certi della loro esistenza, ma neppure del contrario. Quindi nel dubbio diciamo che sono esistiti, però… Odisseo non ha mai veramente affrontato un ciclope, perché i ciclopi non esistono. Achille non era figlio di una Dea, perché le Dee e l’Olimpo non esistono. Enea non era veramente figlio di Venere, ma quale miglior origine per Roma, se non quella divina?

Detto ciò, per noi leggere l’Iliade o l’Eneide è sempre un piacere, così come vederne le trasposizioni cinematografiche e letterarie moderne o imitazioni videoludiche di tanti altri esempi di eroi mitici. L’astuto Odisseo, il bello e forte Achille, l’invincibile Ercole… eroi giunti a noi avvolti in una patina bronzea di epicità e leggenda che esalta loro tratti e fascino. Eroi mitici, lontani da noi nel tempo.

Abbiamo ereditato l’Iliade dai nostri avi, e i loro eroi ora stanno nei musei. Ma… i nostri, di eroi? Non è cambiato molto.

Anche noi abbiamo gli autori: non Omero, oggi ne abbiamo altri… Marvel? LucasFilm? Hollywood? La differenza è che, forti di duemila anni di esempi, spesso questi autori giocano già a carte scoperte, non parlano di nostri conterranei reali ma bensì di personaggi a prescindere fittizi e… mitici. Il poeta cieco aveva bisogno di inventare personaggi, esaltare al massimo la potenza dei protagonisti, aggiungere un pizzico di magia ai propri racconti. Perché? Se non intratteneva i reali di palazzo, il cantore veniva sbattuto per strada.

Se gli autori di eroi di oggi non aggiungono il magico, ossia il fittizio, al prodotto, ebbene allora non incasseranno un granché né di denari né di audience. Dico subito che sono felice ciò avvenga: preferisco i blockbuster al cinema realista… infatti ora è tempo di parlare degli eroi. E sarò molto diretto.

Cosa accadrebbe se i sogni di Roland Emmerich (regista di 2012, The Day After Tomorrow, Indipendence Day…) si avverassero? Ipotizziamo che la razza umana cessi di esistere, tutto venga coperto da cenere e fango. Cosa potrebbero trovare i nuovi umani, abitanti della nostra cara Terra, un giorno, scavando nei reperti archeologici? Magari tra dieci mila anni…

Ipotizziamo che i nostri templi siano rimasti intatti, che Disneyland venga ritrovata in buone condizioni di conservazione, così come i cloud server usati per backup ai Marvel Studio ed alla CBS. I nuovi umani, tra diecimila anni, si troverebbero tra le mani nuove Iliadi e Odissee

Troverebbero i poster di The Avengers e Star Wars e chissà quali altri film, raccoglierebbero flussi di dati di streaming di The Mentalist e The Walking Dead. E boom!

Alle Università e nelle scuole della nuova Terra si studierebbe del mitico passato quando gli umani volavano dentro corazze rosso e oro facendo a pugno con dèi biondi e muscolosi, oppure diventavano verdi quando si arrabbiavano… tutte epiche avventure opportunamente riportate in pellicola dal famoso artista signor Marvel. I nuovi umani non sarebbero certi, come non lo siamo noi per le imprese di Achille, che Tony Stark abbia realmente preso a cazzotti il Capitano in una Guerra Civile, però non metterebbero in dubbio la sua esistenza o il reale accadimento della guerra contro forze oscure di altre dimensioni e la ricerca di nove gemme dell’Infinito… ai bambini verrebbe detto che sì, gli antichi umani credevano nella Forza ma che in fondo quando diventi grande è tempo di pensare ad altro, così come oggi sappiamo che Troia è caduta davvero, ma Atena e Ares non vi battagliavano nei cieli soprastanti… infine i nuovi umani sarebbero certi che un invasione di zombie ha quasi sterminato l’umanità e che al CBI un detective biondo beveva un sacco di tè…

Ho fatto l’esempio del cinema e delle serie TV cult, ma la cosa potrebbe essere estesa ad ogni campo perché, in fondo, gli eroi ci servono. Tutti hanno bisogno di eroi, soprattutto i più giovani. Homeron Etark parla in qualche modo di tutto questo. Ma non voglio parlare qui del mio fantasy, passiamo oltre.

L’umanità ha sempre avuto bisogno di eroi da ammirare, modelli da imitare ed eroine da sognare. E solo perché oggi non spacchiamo più le pietre con la clava e non duelliamo con le spade, non vuol dire che gli eroi non ci servano. Anche perché se non duelliamo con le spade lo facciamo con altro… la natura umana è quella, si sa.

Pedagogicamente parlando, i primi modelli per i piccoli umani sono il padre e la madre… poi arrivano le maestre e gli educatori… quindi i compagni più bravi e belli da imitare… e poi? Poi il giovane umano quali modelli può usare (o meglio, usa) per evitare di perdersi e scomparire tra altre sette miliardi di persone?

Ai tempi dell’Olimpo il giovane ammirava l’eroe di turno, ammirava Achille. La fanciulla seguiva gli esempi di Penelope e Andromaca. Entrambe ammiravano l’arguzia di Odisseo…

Oggi sono cambiati i nomi e il modo in cui si vestono, o non si vestono, i nostri eroi. Per il resto, gli eroi ci sono ancora. Ogni epoca li ha avuti e noi, razionali e avanzatissimi umani del terzo millennio, li abbiamo ancora. Fossi un blogger di sport o politica farei esempi diversi, ma dato siamo a Caponerd.it, farò… anzi, non lì farò, perché chi mi segue, soprattutto i più giovani, conosce meglio di me… i nomi dei nostri eroi.

Eroi che vorremmo essere, eroine da sognare e modelli a cui aspirare, mondi immaginari in cui trovare positivo conforto.

di Capo (Francesco G.)

Informatico scientifico, indie publisher e geek. Sempre alla ricerca di mondi e mitologie lontane, sia del passato che del futuro. Autore dell'epico e apprezzato romanzo Homeron Etark. Nel tempo libero, player veterano di SWTOR, del quale sono autore della più longeva guida italiana.
"Sostenitore" (un raro INF-J/INF-T) per personalità. PC Master race nel cuore.

Leggi il mio libro Homeron Etark

2 pensieri su “Eroi dei nostri giorni, campioni mitici da invidiare e sognare, le leggende del futuro?

  1. Bellissimo post! :D
    Sono perfettamente d’accordo con te: abbiamo bisogno di eroi, sempre! E oggi più che mai…
    Non ci avevo mai pensato che in un futuro dove noi non ci saremo più, qualcuno potrebbe davvero credere che noi eravamo tipi come gli avengers, poi sterminati dai walkers (che teoria!) ma l’esempio che fai con l’illiade e l’odissea fa sorprendentemente tornare tutto il discorso.
    Forse sono considerazioni un po’ nerd, ma chi può dirlo cosa riserverà il futuro? ;)

    • Grazie :) Sì, molto nerd… niente aspirazioni filosofico-accademiche. Comunque, da autori, nel nostro piccolo, possiamo dirlo cosa riserverà il futuro, almeno quello delle leggende: lo creiamo noi :)

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