Chromecast: opinione sullo screen casting di Google

Approfittando dei mega sconti di una nota catena di distribuzione tecnologica, ho portato a casa il Google ChromecastCome avrei potuto lasciarlo lì? Me lo sono trovato alla cassa scontato di venti euro. Finalmente posso fare streaming di contenuti fra laptop e TV senza bisogno di smanettare coi cavi.

Avrei potuto lasciarlo lì, vero, eccome. Ma era un anno che lo puntavo e forse l’esser stato nel quartier generale di Google a Milano, seppur per lavoro, mi ha intaccato l’inconscio. Avrei potuto lasciarlo lì perché in realtà ciò che voglio è il Microsoft wireless adapter (che nome brutto… e a dire il vero non ha un nome ma un modello). Ma l’adapter miracast di Microsoft costa trenta-quaranta euro in più, e così eccomi fra le mani il Chromecast.

Chromecast - Confezione e design

C’è da dire che una buona percentuale di prezzo andrà sicuramente a pagare le spese di design. Per la scatola oltre che per il prodotto. Venendo al dunque, fra le mani mi ritrovo:

  • Un aggeggio da infilare nell’HDMI del televisore e connettere alla presa elettrica. Così posso trasmettere dal browser Chrome una singola scheda (ad esempio con Infinity o Netflix aperto) oppure l’intero desktop. Per chi ha smartphone o tablet Android o Apple la stessa cosa la si può fare all’interno dell’app Google Home o di quelle supportate come YouTube o le stesse Infinity/Netflix. Molto user friendly, l’installazione è magnifica da un punto di vista di uno sviluppatore. Veramente immersivo tutto il sistema.
  • Google Snob. La funzionalità migliore: scelta di mercato di Big G di boicottare Microsoft non realizzando (e impedendo di realizzare agli altri) le proprie app per il Microsoft Store, così da impedire a Windows di diffondersi anche nel mobile. Infatti non posso usare il Chromecast dal mio Lumia: non funziona perché non compatibile.

Se trovo un workaround lo scriverò. Ma secondo me lo status quo non cambierà. In ogni caso quello che volevo fare è trasmettere dal mio laptop alla TV e l’obiettivo è stato raggiunto. Il Microsoft Adapter, viceversa, è universale, ma costa davvero troppo.

(©) Wall-E, Pixar.

 

di Capo (Francesco G.)

Informatico scientifico, indie publisher e geek. Sempre alla ricerca di mondi e mitologie lontane, sia del passato che del futuro. Autore dell'epico e apprezzato romanzo Homeron Etark. Nel tempo libero, player veterano di SWTOR, del quale è autore della più longeva guida italiana.

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